domenica 6 dicembre 2009

Malattie gravi e terapie nonnesche. Mai farsi cogliere impreparati.

In questo periodo di grande aridità bloggica, mi sono accorta che questo blog non si autoaggiorna come per magia ma che devo mettermi lì e scrivere. Acciderba, una bella fatica per una povera donna incinta con mille cose a cui pensare.



E comunque, siamo malati.

Abbiamo la tosse. Da tempo immemorabile.

E dico abbiamo, perchè sebbene io goda di discreta salute a parte emorroidi, reflusso gastroesofageo (che mia suocera ha tentato di curare a colpi di bagna caoda, santa donna), una strana irritazione intorno alle narici e altri disturbi di cui non parlo, è come se io fossi parte del Nano e lui fosse parte di me, quindi se salta il pasto NON ABBIAMO MANGIATO, se non dorme NON ABBIAMO DORMITO, insomma, 'ste cavolo di amenità mammesche di stacippa.



I rimedi che ho scelto per lui ovviamente non vanno bene.

E sono combattuta, da un lato c'è mia madre con il suo sistema 3L e dall'altro mio suocero con lo sciroppo di rapa.



Spiego brevemente.

Il sistema 3L consta di tre fasi fondamentali: la prima, denominata LANA, consiste nel vestire con moltissimi strati di maglioni di lana, calzamaglie, calzini, il povero infante, che deve assumere improvvisamente 4 taglie in più per via dell'imbottitura. Ci si può fermare solo quando la temperatura corporea supera quella di fusione dell'uranio. La seconda fase, denominata LATTE, consiste nel somministrare al Nano imprigionato nei maglioni parecchie dosi di latte, facciamo anche un litro e mezzo al giorno, fino a che non dimostra disagio fisico cacandosi addosso, perchè non dimentichiamo che oltre il 60% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio e così pure mio figlio. La terza fase, quella decisiva, è la fase LETTO. La fase letto, come potrete capire dal nome, consiste nel tenere a letto un treenne.

Ahahaha, facile eh? Una cazzata veramente. Munitevi di lettini di contenzione, di quelli con le cinghie. Mica facili da trovare, da dopo la legge Basaglia se ne trovano in giro soltanto in certe strutture per anziani dove non fareste ricoverare manco vostra suocera. Altrimenti ipnotizzatelo con i teletubbies in loop.

Pare facile, ma non lo è.



L'altro rimedio collaudatissimo da mio suocero (che non dimenticate, era quello che suggeriva di strofinare con la grappa le gengive del bambino alle prese coi primi dentini), è il miracoloso sciroppo di rapa. Lo sciroppo di rapa, come suggerisce il nome, è un estratto di rapa trasformato in sciroppo attraverso non so quale misterioso processo (che a pensarci bene non voglio manco sapere), attraverso il quale un quintale e mezzo di rape producono un decilitro di liquido denso dal colore opalescente.

Avete presente il sapore delle rape? Buone, vero?
Vero che se vi dicono "immagina una cena in un ristorante elegante" e vi mettete a visualizzare le pietanze che desiderereste ardentemente mangiare, vi vengono in mente le rape? Succede sempre anche a me. Ma la cosa che mi piace di più in assoluto dello sciroppo di rape prodotto dalla premiata ditta Adorati Nonnini, è immaginare Nonna Mimetica che rimesta nel pentolone, magari senza dentiera, con la sigaretta in bocca in quella posizione particolare che assumono tutti i fumatori quando hanno le mani occupate, ovvero cicca sul lato del labbro e occhio chiuso, cosa che la farebbe somigliare ad una specie di Braccio di Ferro. Un'immagine di un romaticismo unico, alla quale amo pensare quando mi sento minacciata dagli eventi di questo mondo.

Ecco, lo sciroppo di rapa si presenta in un barattolino piccolo, o in una bottiglietta da succo di frutta, che un tempo contenevano altre cose. Questo packaging è FONDAMENTALE per garantire al consumatore finale (in questo caso, il water) la garanzia che il prezioso elisir di gioventù (o giovinezza, scegliete a seconda se siete di destra o di sinistra) sia effettivamente fatto in casa dalle sante manine di una nonna premurosa.
Una volta che avrete questa garanzia inderogabile, aprite il barattolo ed accostatevi le narici. Di cosa sa? Non ha importanza. La cosa importante è che VE NE LIBERIATE. Somministratelo dunque in un'unica dose al water di casa, oppure se disponete di un pozzino biologico a portata di mano, potete gettarlo lì e dimenticarvene.
E mi raccomando, quando i suoceri si informeranno telefonicamente del fatto che lo sciroppetto abbia sortito un risultato, simulate entusiasmo per questo prodotto - anzi - questo MEDICAMENTO del tutto naturale, emanazione diretta del principio omeopatico della Rapa Communis, e comunicate loro che sta sortendo i miracolosi effetti tanto agognati. Infatti il vostro w.c. continuerà a splendere di biancore porcellaneo, e vostro figlio non vi odierà per averlo costretto a buttar giù qualcosa di realmente disgustoso ed inavvicinabile.

E mi raccomando, sappiate essere creativi.
Quando vostra madre vi chiederà le tre fatidiche conferme allo stato di effettiva applicazione della terapia, ovvero "gliel'hai messa la lana?" come no, mamma: una pecora intera.
"Gliel'hai dato il latte?", certo, gli stiamo tenendo la bocca aperta, il Gig tiene fermo l'imbuto ed io provvedo a versare; "Ma il bimbo è a letto?" certo che sì, è nel suo lettino con la pecora di cui sopra. Speriamo solo che faccia effetto l'antipulci.
Speriamo.

giovedì 22 ottobre 2009

La cannibala

"Mammaaaaaaa, c'era un MOTTLO in camera! Non posso dormire."
"Ma no, tesoro, ma cosa dici. I mostri hanno troppo da fare per venire a mangiarti."
"No, no, c'era. Anzi, erano tanti e mi cchiacciavano "
"Come ti schiacciavano?!"
"Sì, con un piedone tutto puzzoloso."
"Ma io li plendevo e li buttavo tutti via lontano, poi li mangiavo tutti."
"Ma dai. Accipicchia, Nano, che finaccia hai fatto fare a quei poveri mostri."
"Sì, sono tutti qui, nella pancia. Li ho mangiati. Come hai fatto tu con il FLATELLINO"

Già, perchè avevo dimenticato di dirlo: per febbraio è atteso un altro di quegli uccellacci bianchi che spesso recano nel becco dei pacchettini apparentemente inoffensivi, ma dall'alto potenziale atomico.
Arriverà in planata, e sarà un altro maschio.

La mia vita futura sarà totalmente priva di cose rosa, mollettine per capelli, barbies e soprattutto senza quelle cacate dei miominipony.

Viva il futuro! Abbasso le Winx!

martedì 1 settembre 2009

Ai don spic inglisc

E' mattina di un martedì d'estate, e la Lupina si trova in una piazzetta cementata al 93% della sua superficie totale, sulla quale incombe una totemica costruzione in legno su cui si arrampicano torme di infanti sudati.
Dalle panchine circostanti, nonne e mamme brandenti succhi di frutta e panini, creano un sottofondo musicale che suona come un mantra nella calura agostana: non correre, non sudare, stai attento che si cade, stai attenta che ti strappi il sottanino.

Un bambino abbronzatissimo, la cui coordinazione fisica è seconda soltanto a quella di Luca Giurato, si arrampica in maniera maldestra sulla complessa costruzione lignea, su cui qualcuno ha scritto misteriose frasi rituali quali viva la topa e mario perchè non mi cachi?.

Una graziosa bambinetta sui due anni si avvicina al bambino-Giurato di cui sopra, e fissandolo negli occhi intensamente, gli comunica qualcosa in bambinese stretto.
Lui la guarda stranito, lei gli sorride. E sgancia una serie di parole a caso e senza senso.
Si guardano di nuovo, e lui conclude:
"Io non pallo LINGLESE"

E se ne va.

lunedì 3 agosto 2009

Delirio serale

E' sera. Lupina esce dall'ufficio e si avvia verso la macchina, lasciata in un luogo lontanissimo nel parcheggio del camping.
Ad un certo punto scorge di spalle un uomo, che porta al guinzaglio un cane nero.
Egli non è l'uomo del post precedente, no. Egli è un uomo ben fornito di capelli grigi, sulla sessantina, ed indossa una lunga canotta beige. E, cosa peraltro curiosa, per uno strano scherzo di rifrazione della luce, pare non portare mutande.
"Ah ah che buffo," pensa Lupina, " ma guarda che strani scherzi che fanno le ombre! Quella cosa che spunta dalla canottiera sembrerebbe un culo peloso, ah ah!"
E mentre Lupina si avvicina a passo veloce per raggiungere la macchina ed evitare di morire di fame lì nel parcheggio, l'immagine che si materializza sotto i suoi occhi è proprio quella.

Sì. Quella di un uomo capelluto che porta tranquillamente a spasso il suo cane.
Senza mutande.

domenica 26 luglio 2009

Imperatori romani. Una storiaccia di cani.

E' pomeriggio inoltrato. La calura è soffocante, Lupina da dentro la sua postazione-acquario, osserva intorpidita il paesaggio campeggistico semi deserto.
In realtà, solo chi la vede da fuori può pensare che stia osservando.
In realtà, ella si è dipinta due occhi sulle palpebre, ha appoggiato il mento sulle mani, e dorme.

Ma ad un certo punto, un campeggiatore turba il suo placido sonno di receptionist mentalmente assenteista: un pensionato smagliettato, con pantaloncini optical che ricordano tanto la pavimentazione dei bagni delle sue scuole elementari, si avvicina con fare deciso alla sua postazione.
Nonostante gli accidenti e le parolacce espresse solo a livello mentale, Lupina si scuote dal sonno profondo, e si appresta a dare udienza al gentile utente.
"Buongiorno signorina!"
"Buongiorno, Signor Campeggiatore Anziano e Senza Maglietta. In cosa posso esserle utile?"
"Ha visto entrare qui una coppia di giovani con un cane giallo?"
Lupina è imbarazzata. Vorrebbe confessare che stava dormendo, ma teme ritorsioni lavorative, e si informa meglio.
"Ehm, veramente non ci ho fatto molto caso... ma quando sono entrati?"
"Adesso! Come ha fatto a non vederli?"
"Ma.. io veramente... ehm, stavo guardando lo schermo del computer... dovevo fare una cosa, ehm, ero un po' distratta"
"Non è possibile, sono passati ADESSO"
"Ehm, effettivamente forse li ho visti, ora che mi ci fa pensare, solo che ehm, non ci ho fatto molto caso"
"Ecco, quei due lì sono due DELINQUENTI!"
"Accidenti, cosa hanno combinato?"
"Ha visto quel cane giallo brutto, un po' marroncino, grosso enorme con una capocciona così?"
"Ah, sì" mente Lupina, "l'ho visto, certo."
"Lei mi deve dire come si chiamano, io vado dai carabinieri , li devo denunciare!"
Si inchina sotto il bancone, e riemerge brandendo sotto l'ascella un kalashnikov a forma di cane-topo, il quale comincia a mitragliare un'abbaiata stridula fastidiosissima: "Vede questo povero canetto mio? Quel cane giallo brutto ha tentato di mangiarlo!"
"Su, i cani non mangiano gli altri cani! Si saranno magari un po' azzuffati"
tenta Lupina in modalità esperta cinofila, "sa come sono i cani, quando si vedono si annusano un po' il sedere, e se non si piacciono si abbaiano"
"Ma quel cane lì è un DELINQUENTE!" insiste il signore smagliettato, minacciandomi col topo, "Ci ha aggrediti fuori dal supermercato! Mi ha fatto cadere in un'aiuola, ho sbattuto il sedere per terra per salvare il povero canetto mio (Lupina comincia a sospettare che il kalashnikov si chiami proprio Povero Canetto Mio, vista l'insistenza) dalle grinfie di quel cagnaccio! Ma non finisce così, io li denuncio! Però lei mi deve dire come si chiamano."
"Ah no, questo proprio non posso. Anche perchè non so chi siano, abbiamo 300 piazzole con un migliaio di utenti, non posso ricordarli tutti."
"Ma magari si ricorda il cane. Aveva un nome che avevo già sentito... un nome strano... un nome... da imperatore romano!" esulta il padrone del Povero Canetto Mio.
"Si chiamava... mmh, non mi viene in mente."
Lupina fa uno sforzo sovrumano e tenta: "Ehm, Nerone?"
"Nono, in un altro modo"
"Traiano?"
"No, no, che Traiano. Era proprio un altro nome. Da imperatore romano, ha presente?" ribadisce il Signore Smagliettato.
"Boh, Cesare... Tiberio? Marco Aurelio? Diocleziano?"
"Noooo, un altro nome! Mi aiuti!"
Lupina vorrebbe dire al Signore Anziano che fino ad ora gli imperatori li ha detti tutti lei e lui nemmeno uno, e che sta facendo uno sforzo sovrumano per ricordarseli, ma si contiene.
"Romolo Augustolo? Pertinace?" Fine dei nomi. Non gliene vengono in mente altri.
"Nooo" risponde seccato il padrone del Povero Cane Mio. Momento di pausa.

"Ecco come si chiamava! " mi annuncia trionfante, "Si chiamava BIRILLO!"



A volte mi chiedo se ho le visioni, o se qualcosa in quello che mangio quotidianamente è avariato.
Forse ho un pallino di grasso che mi preme una vena nella testa.
Boh.

martedì 21 luglio 2009

Maschilismo

C'è un bambino che gioca sul pavimento della cucina.
In una mano stringe una mietitrebbia, nell'altra un furgoncino rosso marca Renault, uguale uguale a quello dell'adorato zio S. Il bambino parla a voce alta, a due voci: una profonda e virile (o almeno ci prova) appartiene al guidatore della mietitrebbia, l'altra, stridula e chioccia, all'autista del furgoncino.

"Signora, fammi passare." dice la voce profonda
"Non posso, mi si è fermato lo furgone!" risponde la vocetta. Chissà come mai il Nano, quando mette l'articolo determinativo alla parola furgone, gli viene fuori questa roba che sembra italiano medievale, o dialetto marchigiano.
"Mi importa una sega, signora, io ciò da andare a lavorare! E muoviti, befana!"

Mi sa che devo fare un bel discorsetto ai guidatori di auto di sesso maschile della mia famiglia. Mh.

mercoledì 15 luglio 2009

Conversazione in Toscana

Come alcuni piccoli lettori ricorderanno, Lupina per sei ore al giorno vive in un acquario, munito di finestrella che si affaccia sulla libertà e sull'infinito.
Sul davanzale di questa finestrella, si appollaiano svariate tipologie di avicoli: molte galline, qualche galletto, diversi piccioni, polli mugginesi e talvolta, perchè no, qualche cappone.

Nel campeggino-pollaio comunale, una volta a settimana, si organizza una serata danzante che riscuote un successo impressionante tra i piccoli abitanti del villaggio: coloro che sono adusi vivere dalla mattina alla sera in costume da bagno e lardi al vento, d'improvviso si immergono negli armadi e ne escono azzimati, truccati, impomatati e ricoperti di glitter. Le signore in sovrappeso prediligono ovviamente la roba aderente e i veli, dimostrando che il buon gusto è davvero un fatto personale (ovviamente non loro). I mariti, dal canto loro, non possono rimanere indietro: e allora vai coi completi di lino con giacca a quadri, rigorosamente spaiati. Qualcuno indossa cravatta, altri più coraggiosi persino il cappello tipo panama.
La serata danzante è ambitissima dai nostri clienti. Le aspettative sulla qualità dell'orchestra e del repertorio sono altissime, e non è raro raccogliere lamentele la mattina dopo.

Questo accadde a Lupina alla vigilia della festa.

C'è questo ometto che arriva a giugno, bianco come un cencio.
Questo ometto è pensionato, porta al mare i nipoti nelle prime ore del mattino, e già il secondo giorno assume il suo tipico colore da gamberone arrostito, segno che i solari che usa non sono di buona qualità oppure che il sole del primo mattino non è così innocuo come dicono.
Lupina, se vede questo signore vestito e non ustionato, non lo riconosce.

"Buongiorno, bella donna!"
"Salve, signor Arrostito. Mi dica pure" . Così si leva velocemente dai coglioni, pensa Lupina, che ciò da leggere gugolniùs
"Senta un po', ma lei è libera stasera?"
"Temo di no, caro signore"
"Ma lo sa che c'è la serata danzante, vero? Lei lo balla il tango?"
"Io? Certo che sì" mente Lupina, "solo che ho male ad un'articolazione e non riesco a fare bene le figure"
"Suvvia, con quello stacco di coscia! Lei è nata per il tango, se lo lasci dire da un tanguero!"
"Caro signor Arrostito, lei più che un tanguero mi sembra un bel tànghero. E poi il mi' marito non mi ci manda, è gelosissimo". Lupina pensa al Gig e alla Playstation, e a quella volta che si mise il bikini e la minigonna di quando era ventenne, i tacchi da mignotta, si cotonò i capelli e gli annunciò: ora vado a battere sulla Statale Aurelia, se hai bisogno fammi uno squillo al cellulare, e il Gig rispose senza neanche voltarsi MPGR (classico nitrito da Playstation), comprami le sigarette.
"Ma nooo, signoraaa, lei si deve rassegnare: il tango è il suo futuro, dia retta a me."
"Ma mio marito è un energumeno di due metri perennemente incazzato, con due avambracci grossi come bottiglioni da 5 litri. Io non ci scherzerei tanto, sa."
Lupina spera di aver così scoraggiato il corteggiatore sgradito.

"Dica a suo marito di non preoccuparsi: ho 68 anni, mi hanno operato due volte alla prostata e sono inoffensivo.
La aspetto stasera alle 21.00 alla pista da ballo: si metta in nero, che le sta bene"